COSA:
Laboratorio multidisciplinare e integrato (ospedaliero - distrettuale - preventivo) sul "disagio diffuso" e sui nuovi bisogni di salute e di mutamento antropologico
Prevenzione, terapia e riabilitazione: un nuovo concetto di salute
ID: 1734
CHI:
Azienda Ospedaliero Universitaria "Ospedali Riuniti" di Foggia
REFERENTE:
Mariano Loiacono - Responsabile del progetto Centro di Medicina Sociale per alcooldipendenza, farmacodipendenza e disagio diffuso
LA STORIA:
Il progetto, realizzato in partnership con la Facoltà di Sociologia dell'Università di Urbino, il Centro Diurno “Soledalia” dell’Asur 7 di Ancona e con diverse associazioni di volontariato, ha inteso dare una risposta ai nuovi bisogni di ricerca, di trattamento e di formazione che il disagio diffuso richiede. In particolare, il progetto ha definito e, quindi, sperimentato:
? un nuovo concetto di salute;
? un metodo adatto a prevenire - curare - rigenerare il disagio diffuso attuale;
? un servizio pubblico che ha superato le settorialità e frammentazioni degli attuali servizi per le dipendenze, salute mentale e altre problematiche specifiche e ha fornito prestazioni per le varie tipologie di disagio, trattandole contemporaneamente e negli stessi spazi;
? una modalità di funzionamento attraverso gruppo di lavoro tra le diverse figure professionali operanti, in sinergia con le persone in trattamento, i familiari, i volontari, gli studenti in formazione, etc.;
? un protocollo di intervento e di funzionamento che da opportunità a tutti i soggetti interessati di sviluppare competenze all'ascolto;
? un’integrazione delle varie funzioni e ruoli sociali per realizzare una rete più vicina alla vita e più adatta a far crescere le persone in una comunità globale;
? scambi periodici e supervisioni formative tra tutti i partecipanti, provenienti anche da diverse regioni, tra studenti universitari, tra operatori di altri servizi distrettuali.
L’azione ha anche creato una sinergia sul territorio nazionale per favorire la diffusione dei concetti di prevenzione, terapia e riabilitazione improntati su tale modello metodologico e valorizzato esperienze anche al di fuori del contesto ospedaliero-istituzionale, soprattutto attraverso l'utilizzo di case di accoglienza gestite da persone in trattamento che hanno fatto un percorso di crescita e di riabilitazione sulla propria persona.
L’iniziativa ha, inoltre, contribuito alla promozione della “Comunità Globale” attraverso scambi tra gli aderenti che sentono il bisogno e la necessità di condividere un nuovo punto di vista sul disagio diffuso come occasione di mutamento antropologico. L’azione ha permesso il recupero in salute, in regime di day hospital e senza psicofarmaci di soggetti in situazione di dipendenza e/o disagio; il miglioramento di relazioni coniugali, familiari e sociali profondamente lacerata. È stata anche raggiunta una diminuzione dei costi legali alla cura, prevenzione e riabilitazione delle dipendenze e del disagio diffuso, anche attraverso l’integrazione operativa delle figure professionali, il lavoro in rete, il coinvolgimento di associazioni di volontariato.
Il metodo messo a punto con il progetto si è diffuso in diverse Regioni del Centro-Nord.