Non solo fannulloni!

Ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione

Casi selezionati

COSA:

Centrale Termoelettrica Edison

Conciliare infrastrutture e sviluppo del territorio

ID: 1943

CHI:

Comune di Candela

REFERENTE:

Savino Antonio Santarella - Sindaco

LA STORIA:

La centrale termoelettrica di Edison, inaugurata nell’ottobre 2005, alimenta un impianto da 380 megawatt. La costruzione, portata a termine in soli 2 anni, ha visto l’impiego di 1 milione e 300mila ore di lavoro, con presenze in cantiere fino a 600 persone al giorno. Il progetto costituisce un importante passo avanti a livello industriale in Europa nell'ultimo decennio, ed ha dimostrato come sia possibile sviluppare tecnologie altamente efficienti ed eco-compatibili, basate sul gas naturale, in grado di contribuire significativamente allo sviluppo del Paese. Per la costruzione dell’impianto sono stati investiti oltre 165 milioni di euro. La centrale produce energia elettrica per circa 3 miliardi di chilowattora all'anno, immessi nella rete di trasmissione nazionale. Grazie a questa opera, si avvicina l'obiettivo di 14.000 megawatt di potenza installata al 2008 e di una quota di circa il 20% del mercato dell'energia elettrica in Italia.
Si adotta il ciclo combinato cogenerativo alimentato a gas naturale con un rendimento superiore al 56% (rispetto al 37% di una centrale tradizionale) con un impatto ambientale minimo, e si utilizza come combustibile anche una miscela di gas "povero" a basso potere calorifico estratto dai giacimenti metaniferi della zona, consentendo lo sfruttamento di una risorsa energetica locale altrimenti non utilizzabile. L’alimentazione a gas naturale azzera le emissioni di polveri e ossidi di zolfo, mentre la produzione di ossidi di azoto risulta contenuta e anche le emissioni di anidride carbonica sono inferiori del 50% circa rispetto alle centrali convenzionali.
La realizzazione del progetto ha costituito per il Comune di Candela un'interessante opportunità per massimizzare il ritorno di un investimento così rilevante sul proprio territorio. Contestualmente alla realizzazione della centrale, infatti, si è costruito il più grande impianto europeo per la coltivazione di fiori recisi in serra, attraverso un accordo per la fornitura di energia elettrica e calore ad un gruppo europeo leader nel settore della floricoltura. Pertanto, accanto alla centrale sono stati allestiti 60 ettari di serre per la produzione di rose e di anthurium, oltre che a un insediamento per la trasformazione dei fiori e un centro di ricerca agro-industriale. In questo modo, vengono azzerati i consumi energetici: a parità di combustibile utilizzato, il rendimento del sistema centrale/serre può quindi aumentare fino all'80% e si produce un considerevole risparmio energetico in linea con i principi del protocollo di Kyoto. Il percorso di concertazione tra ente locale, impresa investitrice e parti sociali ha inoltre previsto forme di promozione dell'occupazione locale, investimenti in infrastrutture industriali e sconti sulla fornitura di energia alle imprese del territorio.
L’iniziativa è vincitrice del “Premio Pimby 2007” per aver contribuito a dimostrare come infrastrutture e sviluppo di un territorio si possono conciliare, se c’è la volontà di coinvolgere gli attori locali in un progetto di investimento condiviso.